WhatsApp

Eliminare i peli superflui con il laser a diodo 4D

Ceretta, rasoio, epilatore: un gesto che si ripete ogni settimana, per anni. Il laser interrompe il ciclo alla radice, perché agisce sul follicolo e non sul pelo che vedi.

Ho scelto per il mio studio una piattaforma a diodo di ultima generazione con quattro lunghezze d’onda — 755, 808, 940 e 1064 nm — che mi permette di trattare tutti i fototipi, anche pelle scura o abbronzata, con un comfort che i laser a lunghezza d’onda singola non consentono.

Scheda del trattamento
TecnologiaLaser a diodo 4D
755 · 808 · 940 · 1064 nm
AnestesiaNon necessaria
Durata seduta10–60 minuti
in base all’area
Sedute6–8, ogni 4–8 settimane
RecuperoNessuno, si riprende subito
FototipiDa I a VI, abbronzatura inclusa
RisultatoRiduzione permanente
progressiva
Dove
Viareggio · Livorno

Prenota →

Prima visita valutativa · Anche online

Come funziona

L’energia sul follicolo.
La pelle protetta.

Il principio si chiama fototermolisi selettiva. La luce del laser viene assorbita dalla melanina contenuta nel fusto e nel bulbo del pelo, si trasforma in calore e porta il follicolo oltre la soglia di danno irreversibile. La pelle intorno, raffreddata dal manipolo, resta integra.

Il laser funziona però solo sui peli in fase anagen, cioè in crescita attiva: in ogni momento sono una frazione del totale, diversa da zona a zona. È questa la ragione biologica per cui servono più sedute distanziate nel tempo, e non un difetto della macchina.

“Nessun laser elimina tutti i peli in una seduta. Chi lo promette sta descrivendo una biologia che non esiste.”

Lunghezza d’onda, fluenza, durata dell’impulso e frequenza li imposto zona per zona e fototipo per fototipo. Un baffetto su pelle chiara e una schiena maschile su pelle olivastra abbronzata non hanno nulla in comune, se non il fatto che entrambi si trattano con lo stesso dispositivo.

01
Assorbimento
La melanina fa da bersaglio
Il fascio attraversa l’epidermide raffreddata e viene catturato dalla melanina del pelo, che concentra su di sé l’energia.
02
Calore selettivo
Il bulbo supera la soglia
L’energia si trasforma in calore e disattiva le strutture che generano il pelo, senza scaldare la pelle intorno.
03
Riduzione stabile
Il follicolo non rigenera
Ciò che viene distrutto non torna. Seduta dopo seduta la densità cala e i peli residui diventano più chiari e sottili.
Il dispositivo

Quattro lunghezze d’onda.
Un solo manipolo.

Non è un laser a diodo classico con una lunghezza d’onda sola: è una piattaforma che ne combina quattro e mi lascia scegliere il bersaglio in base alla pelle che ho davanti, invece di adattare la pelle al laser.

4
Lunghezze d’onda, scelte in base alla tua pelle
I–VI
Tutti i fototipi, dal più chiaro al più scuro
12 mesi
Trattabile tutto l’anno, estate compresa
0 giorni
Di stop: si torna subito alle attività normali
Le quattro lunghezze d’onda
755 nm
Peli chiari e sottili
La lunghezza d’onda con il più alto assorbimento da parte della melanina: la stessa dell’alessandrite, qui disponibile come opzione e non come vincolo.
808 nm
Lo standard dell’epilazione
Il miglior equilibrio tra assorbimento e profondità. È la lunghezza d’onda che uso più spesso, sulla maggior parte dei peli e dei fototipi.
940 nm
Piani profondi e microcircolo
Raggiunge i bulbi più profondi agendo anche sul microcircolo che nutre il follicolo, con un impatto contenuto sull’epidermide.
1064 nm
Fototipi scuri e pelle abbronzata
Bassissimo assorbimento da parte della melanina dell’epidermide e massima penetrazione: è la lunghezza d’onda che rende trattabili i fototipi V–VI e la pelle abbronzata.
Zone trattabili

Otto zone
tra le più richieste.

Tratto uomini e donne. Le aree ormono-dipendenti — viso femminile, collo, linea alba — rispondono in modo diverso dalle altre e richiedono più sedute e un mantenimento: è una cosa che dico sempre prima di iniziare, non dopo la quarta seduta.

Viso

Baffetto, mento, basette e guance, con manipolo di precisione.

Ascelle

Una delle zone più rapide: pochi minuti a seduta.

Inguine e bikini

Dal profilo semplice all’integrale, anche in versione maschile.

Gambe

Mezze gambe o gambe complete, l’area più richiesta in assoluto.

Braccia e mani

Comprese le dita, dove il pelo è spesso più sottile.

Schiena e spalle

Zona maschile per eccellenza, con peli spessi e bulbi profondi.

Torace e addome

Riduzione completa oppure semplice diradamento.

Nuca e collo

Rifinitura dell’attaccatura, utile anche tra un taglio e l’altro.

Confronto

Perché il diodo,
e non l’alessandrite.

Comincio da una premessa onesta: l’alessandrite non è un laser peggiore. Sull’efficacia pura i due sistemi si equivalgono, e gli studi comparativi lo dicono chiaramente. La differenza sta altrove: in quante persone posso trattare in sicurezza, in quale periodo dell’anno, e con quanto dolore.

Cosa cambia per te
Diodo 4D
Alessandrite 755 nm
Lunghezze d’onda
Quattro: scelgo quella giusta per la tua pelle e per il tuo pelo
Una sola: la stessa per tutti
Colore della pelle
Tutti i fototipi, dal più chiaro al più scuro
Ottimale sulle pelli chiare, cautela crescente su quelle olivastre e scure
Pelle abbronzata
Trattabile, cambiando lunghezza d’onda
Sconsigliata: rischio concreto di ustione e macchie
Periodo dell’anno
Tutto l’anno, estate compresa: il ciclo non si interrompe
In pratica limitata da autunno a primavera
Peli chiari e sottili
Uso la stessa lunghezza d’onda dell’alessandrite, insieme alle altre
Punto di forza storico di questa tecnologia
Peli spessi e profondi
Raggiunge i bulbi profondi di schiena, torace e inguine
Arriva meno in profondità a parità di energia
Comfort della seduta
Calore progressivo e diffuso, con la pelle raffreddata per tutto il passaggio
Sensazione più pungente, colpo dopo colpo
Risultato a 12 mesi
Equivalente: circa l’84% di riduzione dopo 4 sedute
Equivalente: circa l’85% di riduzione dopo 4 sedute
Dove l’alessandrite resta un ottimo laser

Su un fototipo I–II con pelo scuro e spesso, su una pelle che non si abbronza mai, l’alessandrite ad alta fluenza è rapidissima e può chiudere il ciclo in qualche seduta in meno. Se è il tuo profilo e hai già iniziato un ciclo che sta funzionando, non c’è nessun motivo clinico per cambiare tecnologia a metà percorso.

Il diodo 4D non serve a fare meglio su quel paziente: serve a trattare in sicurezza tutti gli altri — le pelli olivastre e scure, chi si abbronza, chi vuole iniziare a luglio, i peli profondi della schiena maschile. In uno studio sul mare, che sono la maggioranza dei pazienti.

Fonte dei dati di efficacia: Handrick C, Alster TS, Dermatologic Surgery, 2001 — riduzione del pelo a 12 mesi dopo 4 sedute, 85% con alessandrite 755 nm contro 84% con diodo. Le revisioni successive confermano che, a parità di sedute, le due tecnologie non mostrano differenze significative di efficacia.

“Il laser giusto non è il più potente: è quello che posso usare sulla tua pelle senza compromessi”

Dott. Marco Biricotti

Risultati

Sempre meno peli.
Seduta dopo seduta.

Il termine corretto non è “epilazione definitiva” ma riduzione permanente del pelo: è la definizione usata dalla letteratura scientifica e dalle autorità regolatorie, e descrive con precisione quello che accade. Una quota di follicoli viene distrutta in modo irreversibile; quelli che sopravvivono producono peli più chiari, sottili e radi.

Dopo un ciclo completo la riduzione si colloca in genere tra il 70% e il 90% sulle aree del corpo. Sulle aree ormono-dipendenti del viso femminile i numeri sono più bassi e il mantenimento è parte del percorso, non un fallimento.

Un dettaglio che genera molte telefonate: il pelo non cade durante la seduta. Nei 7–20 giorni successivi viene espulso spontaneamente dalla pelle e sembra ricrescita, ma non lo è. È il segno che il trattamento ha funzionato.

Tempi del risultato
1–3 settimane
I peli trattati vengono espulsi dalla pelle. Sembra ricrescita, non lo è.
3–4 sedute
La densità è visibilmente ridotta e la ricrescita tra una seduta e l’altra rallenta.
6–8 sedute
Il ciclo completo: riduzione media del 70–90% sulle aree del corpo.
1 volta l’anno
Il richiamo di mantenimento, per i follicoli che si riattivano nel tempo.
Terapie ormonali, sindrome dell’ovaio policistico e disfunzioni tiroidee incidono sul risultato: se presenti, ne parliamo in visita e adattiamo le aspettative.
Il percorso

Dalla prima visita
all’ultima seduta.

Il ciclo standard è di 6–8 sedute, con intervalli che cambiano in base alla zona: 4–6 settimane per viso e ascelle, 6–8 settimane per gambe, schiena e torace.

Gli intervalli non sono un vincolo organizzativo dello studio: seguono il ciclo di crescita del pelo in quella specifica area. Anticipare una seduta significa trattare follicoli che non sono ancora rientrati in fase anagen, cioè pagare una seduta che non produce risultato.

01

Prima visita

Valuto fototipo, colore e spessore del pelo, storia clinica ed eventuali cause ormonali. Scelgo lunghezza d’onda e parametri e definiamo insieme numero di sedute e aree. Nessuna seduta parte senza questa valutazione.

02

Prima della seduta

Rasatura dell’area nelle 24 ore precedenti: rasoio sì, ceretta ed epilatore no, perché il bulbo deve essere al suo posto. Nessun autoabbronzante e niente esposizione solare intensa nei giorni precedenti.

03

La seduta

Occhiali protettivi, gel di contatto, poi il manipolo raffreddato che scorre sulla pelle. Si va dai 10 minuti per un baffetto a circa un’ora per le gambe complete. Non serve anestesia: la sensazione è di calore crescente, non di dolore acuto.

04

Dopo la seduta

Rossore e un lieve rilievo intorno ai follicoli per qualche ora. Si torna subito alle attività normali. Crema idratante, protezione solare 50+ sull’area trattata, niente sauna, piscina e sport intenso per 48 ore.

Sicurezza

Una tecnologia sicura
in mani mediche.

L’epilazione laser è una procedura sicura, ma non è banale. Un parametro sbagliato su un fototipo alto o su una pelle abbronzata produce ustioni, ipopigmentazioni e macchie che possono durare mesi. È esattamente il tipo di errore che una piattaforma multi-lunghezza d’onda permette di evitare: quando la pelle è ricca di melanina cambio bersaglio, invece di forzare l’energia.

“Il rischio in epilazione laser non nasce dal dispositivo. Nasce da chi imposta i parametri senza aver valutato la pelle che ha davanti.”

Sono Chirurgo Generale, Chirurgo Estetico e Medico Estetico: valuto personalmente ogni indicazione, escludo le controindicazioni e imposto i parametri di ogni singola seduta.

Garanzie cliniche
Test spot alla prima seduta
Una piccola area di prova con i parametri scelti, prima di trattare tutto il resto.
Parametri sul tuo fototipo
Lunghezza d’onda e fluenza scelte sulla tua pelle, non su un protocollo uguale per tutti.
Raffreddamento continuo
La punta in zaffiro protegge l’epidermide per tutta la durata del passaggio.
Sempre io in prima persona
Valutazione e trattamento non vengono delegati a personale non medico.
Controindicazioni: gravidanza e allattamento, abbronzatura recente o autoabbronzante, farmaci fotosensibilizzanti e isotretinoina assunta di recente, infezioni o lesioni cutanee attive nell’area, herpes ricorrente, nei e tatuaggi nella zona da trattare, epilessia fotosensibile, cheloidi. Segnalare in visita terapie ormonali e disturbi endocrini come ovaio policistico e patologie tiroidee, che condizionano il risultato.
Costi

Trasparenza
fin dalla prima visita.

Il costo dipende dall’area e dal numero di sedute previste: una zona piccola e un full body non sono la stessa cosa, e preferisco dirti un numero reale dopo averti visto piuttosto che un listino che poi cambia.

Epilazione laser a diodo 4D
da 100 €
A seduta, per una zona piccola come baffetto, mento o ascelle. Il prezzo cresce con l’estensione dell’area e si riduce quando più zone vengono trattate nella stessa seduta.
Il preventivo completo lo definiamo durante la prima visita, quando so quali zone trattare e quante sedute servono. Nessun pacchetto da acquistare prima di quella valutazione.
FAQ

Domande
frequenti.

Se non trovi la risposta che cerchi, scrivimi: rispondo personalmente.

È davvero definitiva?

Il termine tecnicamente corretto è riduzione permanente del pelo. Una quota di follicoli viene distrutta in modo irreversibile e non ricresce più; dopo un ciclo completo la riduzione si colloca in genere tra il 70% e il 90% sulle aree del corpo. I follicoli che sopravvivono producono peli più chiari e sottili e possono riattivarsi nel tempo: per questo consiglio un richiamo di mantenimento circa una volta l’anno.

La sensazione è di calore crescente, non di dolore acuto. La punta in zaffiro raffredda la pelle in modo continuo durante tutto il passaggio e la tecnica in movimento distribuisce l’energia con più passaggi a bassa intensità invece di un singolo colpo ad alta potenza. Non serve anestesia. Le zone più sensibili restano l’inguine e il labbro superiore.

In genere 6–8 sedute, con intervalli di 4–6 settimane per viso e ascelle e 6–8 settimane per gambe, schiena e torace. Il numero dipende da zona, fototipo, spessore del pelo e assetto ormonale. Sulle aree ormono-dipendenti del viso femminile possono servirne di più.

Sì, ed è il vantaggio principale di questa piattaforma. Sulla pelle abbronzata mi sposto sulla lunghezza d’onda 1064 nm, che viene assorbita pochissimo dalla melanina dell’epidermide, e riduco la fluenza. Con un laser ad alessandrite 755 nm, invece, l’abbronzatura recente è una controindicazione. Resta esclusa la pelle con scottature in atto o autoabbronzante applicato.

Su questo preferisco essere netto: sui peli bianchi e grigi il laser non funziona, perché non contengono melanina e manca il bersaglio. Sui peli biondi e rossi i risultati sono inferiori e servono più sedute; la lunghezza d’onda 755 nm aiuta, ma non fa miracoli. Preferisco dirlo in visita piuttosto che far pagare un ciclo che non darà il risultato atteso.

Sì. È proprio ciò che distingue questa piattaforma dai laser a lunghezza d’onda singola. Servono comunque delle precauzioni: niente scottature nei giorni precedenti e protezione solare 50+ sull’area trattata nelle settimane successive, per evitare iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Assolutamente. Schiena, spalle, torace, addome, nuca e collo sono tra le richieste più frequenti, e sono anche zone con peli spessi e bulbi profondi dove le lunghezze d’onda 808 e 1064 nm danno il meglio. Molti uomini chiedono un diradamento e non una riduzione completa: è un obiettivo perfettamente raggiungibile, basta impostare il ciclo di conseguenza.

Sull’efficacia pura i due sistemi si equivalgono: gli studi comparativi riportano circa l’85% di riduzione a 12 mesi con alessandrite contro l’84% con diodo. La differenza è in quante persone posso trattare e quando: quattro lunghezze d’onda mi permettono di seguire fototipi scuri, pelle abbronzata e peli profondi, e di lavorare tutto l’anno. Su un fototipo I–II che non si abbronza mai, l’alessandrite resta un ottimo laser e non ho alcun problema a dirlo.

Prenotazione

Vuoi prenotare una
visita o un trattamento?

Prenota una prima visita valutativa per l’epilazione con laser a diodo 4D: valutiamo insieme fototipo, tipo di pelo, zone da trattare e numero di sedute, e definiamo il piano più adatto a te.